L’analisi di Lecce-Cremonese: è mancata lucidità nella manovra offensiva

22.10.2020 15:00 di Stefano Sozzo   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
L’analisi di Lecce-Cremonese: è mancata lucidità nella manovra offensiva

È un Lecce ancora troppo poco pratico. Nella partita di ieri contro la Cremonese, abbiamo assistito, nel primo tempo, alla stessa partita di Brescia. Quantità in zona offensiva senza lucidità e idee per imbeccare le punte. Il gioco di mister Corini è chiaro da tempo. Lo apprezzavamo quando era in sella sulla panchina del Brescia. Squadra grintosa che gioca a tutto campo che predilige attaccare, a volte, in modo schizofrenico col fine di intontire e mandare in bambola gli avversari. Il rischio, però, è dietro l’angolo. Infatti, in una squadra con meccanismi non ancora oleati, alla prima sbavatura o al passaggio a vuoto, l’avversario ti mette in difficoltà ritrovandosi in superiorità numerica in mezzo al campo. Un passaggio in verticale e l’attaccante è già davanti alla tua porta. 

Per poter interpretare al meglio lo stile di gioco di mister Corini, oltre all’attenzione è necessaria l’aggressività e la gamba. Stiamo parlando di un calcio dispendioso e, in questa fase, è difficile da applicare al meglio. Nel secondo tempo, abbiamo assistito ad un altro Lecce. Alle fiammate offensive è stata aggiunta grinta ed un pizzico di lucidità in più. Ecco come i giallorossi sono riusciti, in breve tempo, a costruire chiare occasioni da gol, a differenza della prima frazione di gioco, e ad andare in rete con facilità. Guardando i secondi 45 minuti, il Lecce avrebbe meritato la vittoria. Attenzione, però, le amnesie in difese devono essere limitate. Anche nel secondo tempo, la Cremo ha rischiato seriamente di andare in rete e se non fosse stato per San Gabriel, staremmo parlando di un altro risultato.