Cosenza-Lecce: sfortunati in attacco, fase difensiva da rivedere

26.10.2020 18:00 di Stefano Sozzo   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Cosenza-Lecce: sfortunati in attacco, fase difensiva da rivedere

Un Lecce arrembante si è infranto davanti ad un grande Falcone. Potremmo riassumerla così la gara di ieri contro il Cosenza. I giallorossi hanno prodotto tanto e, questa volta, anche bene. Più idee dalla cintola in su. Una fluidità di manovra nei passaggi sulla trequarti e sugli scambi tra l’esterno ed il mezzotrequarti a destra e a sinistra. Scambi rapidi negli ultimi 20 metri con maggior facilità per l’attaccante di raggiunge la porta. Ieri, è mancato solo un pizzico di fortuna in più. Forse anche la cattiveria, che non guasta mai. C’è da dire, però, che ieri in porta con i cosentini c’era un supereroe. Un gran portiere dal sicuro avvenire.

Ricercare la letalità sotto porta. Coda e Stepinski sono attaccanti di livello. Il primo è l’esperto della categoria, ha giocato e segnato tanto. Un vero e proprio bomber di razza. Il secondo, più giovane, ma con alle spalle non poche presenze in Serie A. Ci aspettiamo freddezza, lucidità e cattiveria davanti alla porta. I rigori si possono sbagliare ma le occasioni a due passi dalla porta no. Un attaccante di questo livello deve mangiarsi la porta.

In difesa si balla, anche troppo. Ancora un San Gabriel, un muro per gli attaccanti avversari. Dopo l’uscita di Dermaku e l’ingresso di Meccariello non si è avvertita una grande differenza. Il primo tempo è filato via liscio seppur con qualche apprensione di troppo. L’errore di Tachtsidis poteva costare caro, anzi poteva costare un rigore. Nel secondo tempo, forse anche per via della stanchezza, il Cosenza è riuscito ad arrivare più facilmente davanti alla porta giallorossa. Il rischio dell’assetto di gioco di mister Corini sta tutto nella facilità per gli avversari di arrivare sotto porta. Due passaggi, di cui uno in verticale, e l’avversario è a tu per tu con il tuo portiere. Manca un frangiflutti davanti alla difesa. Non si parla di uomini ma di concetto. Difendere in avanti senza pensare alle marcature preventive e ai rimedi da un possibile passaggio sbagliato potrebbero costare caro. Ieri c’era il Cosenza ma contro squadre un po’ più attrezzate, si rischia di subire tanto. Bisogna cambiare qualcosa oppure è ancora un problema di condizione e mancanza di meccanismi ben rodati?

Sicuramente, la partita di ieri dimostra un passo in avanti. Il gioco inizia a vedersi così come i movimenti degli uomini offensivi. C’è da curare la fase difensiva. Siamo sicuri che il mister è già al lavoro per calibrare al meglio una squadra, potenzialmente, tra le migliori della classe.