L'EDITORIALE - I bookmakers non conoscono Liverani (e nemmeno Shakhov e Benzar)

Giuseppe Andriani, collaboratore Corriere dello Sport (ed. Puglia) e Nuovo Quotidiano di Puglia, vice responsabile della redazione sportiva di Canale 85
04.08.2019 17:33 di Giuseppe Andriani   Vedi letture
© foto di Andrea Rosito
L'EDITORIALE - I bookmakers non conoscono Liverani (e nemmeno Shakhov e Benzar)

Liverani primo allenatore esonerato? A quota tre, così come Juric e poco meno di Andreazzoli e del turbinio del suo nuovo Genoa. I bookmakers hanno deciso: Lecce e Verona sono quelle con più probabilità di partire male e - di conseguenza - di veder saltare il proprio allenatore già nelle prime giornate. A tre settimane dall'inizio del campionato è ancora presto per tracciare analisi, bilanci, è presto (ma non per noi) per disegnare formazioni, che restano tali solo sotto l'ombrellone. Difficile pensare che il Lecce di oggi scenderà mai in campo in Serie A: almeno altri due innesti, e poi c'è l'annosa questione dell'attaccante da prendere. Yilmaz sì, Yilmaz no. E attenzione: Babacar sì, Babacar no. Pronti a un altro tormentone estivo? No, probabilmente no. Mauro Meluso ha in testa una strategia precisa. Banale da dire, ma il Lecce non brancola nel buio. Si è dato un timing per Yilmaz e se ne darà uno anche per Babacar, che ha chiesto un po' di tempo per decidere e capire cosa fare da grande (o da eterno enfant prodige). 

Della squadra di ora, quella pronta al 4 agosto (e che resterà sui giornali e sotto l'ombrellone, è bene ricordarlo), c'è qualcosa che in tanti non hanno capito. Il Lecce non parte come l'ultima ruota del carro in una Serie A che vede - al momento - tante vittorie importanti per le medio-piccole in amichevoli (Bologna e Cagliari su tutte) e poche operazioni di mercato da lasciare senza fiato (quasi nessuna, in un luglio afoso con pochi soldi che girano tra gli hotel milanesi). Non parte come ultima ruota del carro perché ha un entusiasmo che difficilmente sarà replicabile in altre città e che difficilmente c'è stato anche in questa meravigliosa città. Perché i 15.000 abbonati (ma saranno 18.000) sono la punta di un iceberg ben più ampio, che ha visto la squadra di calcio tornare con prepotenza nel tessuto sociale e imprenditoriale della città, che ha visto una simbiosi sconosciuta fin qui e destinata a rimanere sconosciuta a tante altre piazze. A Lecce c'è entusiasmo e non si perderà facilmente (perché nessuno si aspetta l'Europa). Poi si parte da una base solida: quel Liverani quotato 3 è lo stesso che viene da due promozioni consecutive, che è partito in ritiro con le idee chiare, che deve continuare un lavoro, con tanti calciatori nuovi, e non rifondare come toccherà a tanti altri suoi colleghi. Una base importante, tra entusiasmo, calciatori e tecnico. L'altra certezza è il lavoro di Meluso, passato troppo spesso inosservato. Il Lecce ha un'ossatura, al momento, di tutto rispetto, che va ovviamente completata. Ma Benzar, Vera Ramirez, Shakhov (e la scommessa Lapadula, apparso già con una rabbia in corso da far paura) non sono calciatori da prendere sotto gamba. Benzar ha mostrato qualità straordinarie in ritiro, Shakhov ha svariate partite in Champions e viene dalla vittoria del campionato in Grecia. Venissero da Genoa, Fiorentina o Bologna sarebbero passati come colpi di mercato. Al grande pubblico della A restano sconosciuti, e i bookmakers quasi cadono nel tranello. 

Buon per il Lecce, avrà più gusto a smentire tutti. I bookmakers, in fondo, non conoscono Shakhov e Benzar, ma - probabilmente - non conoscono nemmeno Liverani.